InternetLifehackSenza categoriaSoftwareTecnologia

CognitiveBiasIndex: difenditi imparando a riconoscere i bias

Ti piace questo articolo? Condividilo con i tuoi amici!
Tempo di lettura: 4 minuti

Se avete letto almeno uno degli articoli sulle truffe phishing qui sul blog lo sapete: queste truffe non sono mai un prodigio della tecnica, tuttavia sono sempre molto attente nello sfruttare al meglio quei processi logici che ci fanno cadere nella truffa nonostante sia una narrazione al limite dell’inverosimile. Questa è la vera forza del phishing: usa i nostri bias cognitivi contro di noi. Quindi il modo migliore per difendersi da queste truffe e conoscere al meglio questi meccanismi mentali. Oggi vi presento un sito che elenca tutti i maggiori bias congnitivi per familiarizzare con loro e riconoscerli quando si presentano. Oggi vi parlo di CognitiveBiasIndex.com.

Vediamo insieme come questo sito può aiutarci nella lotta alle truffe e nell’autodifesa digitale.

Leggi tutto: CognitiveBiasIndex: difenditi imparando a riconoscere i bias

I bias cognitivi sono alla base del phishing

Partiamo dal concetto base: cos’è un bias cognitivo. Potremmo definirlo, in termini nostrani, come un preconcetto, una assunzione senza verifica. Insomma una scorciatoia che ci fa arrivare a conclusioni apparentemente sensate senza in realtà avere un vero fondamento logico. Il cervello ci sguazza con i bias cognitivi perché essenzialmente è un pigrone da guinness e se esiste una scorciatoia per pensare meno (è faticoso) la segue senza pensarci due volte.

Esempio classico: come funziona un bias

Avete presente quando nelle televendite vi dicono “solo per oggi”? Ecco quello è il bias di scarsità. In pratica il cervello si trova davanti a due strade:

  • Sembra un’offerta vantaggiosa: valuto effettivamente il valore della merce offerta, faccio una ricerca per capire la soddisfazione dei clienti, controllo che non sia una truffa. Poi casomai scelgo se comprare.
  • Sembra un’offerta vantaggiosa: il tempo sta finendo quindi ne approfitto e compro senza ricerche.

Secondo voi quale strada predilige il cervello? Ovviamente la seconda. Evita tutto un processo di ragionamento, ricerca e confronto che in termini cognitivi costa un botto.

Illusione di controllo: i bias cognitivi al servizio del phishing

Visto che bias cognitivi innescano un’azione quasi automatica sono fondamentali nelle truffe. Perché attivati nella giusta sequenza ci portano a seguire esattamente il percorso previsto dai truffatori. Ogni elemento della truffa è studiato per indurci in modo automatico a fare determinate azioni. In pratica, innestare bias in modo strategico, porta la truffa a diventare un percorso obbligato. MA c’è di peggio.

Mentre seguiamo il percorso obbligato progettato dai malviventi abbiamo l’illusione di avere il pieno controllo della situazione. Ogni click, ogni dato inserito, ci sembra una nostra scelta razionale. Perché l’offerta sta finendo e non vogliamo perderla, perché abbiamo compilato il questionario e se non diamo i dati perdiamo il premio. Insomma il percorso è obbligato ma noi non ce ne rendiamo conto convinti di aver fatto consapevolmente ogni scelta in modo ragionato e intelligente.

Bias Cognitivi: se li conosci li eviti (cit.)

Mutuo una famosa pubblicità anni 80 (che tradisce la mia natura millenial) perché alla fine dei giochi il modo più efficace per difendersi da questi inganni cognitivi è semplicemente conoscere come funzionano. Nelle truffe phishing ne vengono usati una manciata sempre in modo ripetitivo, ma i bias sono diverse centinaia e conoscerli aiuta a comprendere meglio se qualcuno sta provando ad innescare reazioni controllate.

Ecco perché sono sempre alla ricerca di strumenti nuovi per familiarizzare con questi processi. Oggi mi sono imbattuto in CognitiveBiasIndex.com un sito semplice ed intuitivo per capire come funzionano i bias.

Semplice intuitivo è sostanzialmente un mega elenco di bias con tre punti di forza che ho apprezzato particolarmente.

I bias sono categorizzati per effetto

Trovo questa categorizzazione molto utile per capire il funzionamento. In particolare la categoria “Need to act fast”: questi sono i bias che cscatenano azioni impulsive, senza ragionare.

Uno su tutti il Loss Avversion Bias: nelle truffe phishing è abusato. Ci sono solo x premi disponibili, il tempo sta scadendo, rischi di perdere il premio. Il nostro cervello odia le perdite e quindi ci porterà a fare tutto quello che serve per accaparrarci il premio, ivi compreso dare la nostra carta di credito ai truffatori.

Spiegazioni davvero semplici e brevi

i bias cognitivi sono complicati e per ognuno servirerebbe una trattazione lunga e complessa. La forza di CognitiveBiasIndex è proprio quella di spiegare ogni bias con una, massimo due frasi rendendo il concetto semplice e intuitivo.

Vuoi approfondire? Per ogni bias hai altre fonti!

Se il bignami non ti basta questo sito offre diverse fonti dove approfondire in modo completo il bias. Spesso la fonte principale è Wikipedia ma ci sono anche siti specialistici e riviste.

Insomma se volete capire nel dettaglio il funzionamento di un bias e la sua storia avete di che sbizzarrirvi.

Altri strumenti utili per imparare a conoscere i bias

Non posso non citare le Bias.Cards di Mauro Mosconi ne ho già parlato in passato sul blog e se siete curiosi di scoprire questo strumento lo trovate in questo articolo del blog.

E voi?

Siete anche voi fanatici dei bias cognitivi? Li sapete riconoscere al volo? Usate altri strumenti utili come CognitiveBiasindex.com? Se avete altri siti simili che vale la pena di usare consigliatemeli nei commenti sono sempre curioso di aggiungere nuove frecce al mio arco nella lotta alle truffe online!

Alessandro

Ingegnere, musicista e public speaker per diletto. Appassionato di programmazione, tecnologia e qualsiasi cosa possa definirsi anche minimamente nerd!

Lascia un commento