Falso bonus carburante INPS: la truffa SMS da 300 euro
L’altro giorno ho fatto il pieno. Il benzinaio mi ha guardato, mi ha detto la cifra e poi ha aggiunto la classica domanda: “Carta o contanti?”. Io, per sicurezza, ho lasciato direttamente un rene sul bancone e me ne sono andato. Scherzi a parte, ultimamente fare carburante costa uno sproposito. Benzina, diesel, pieno, mezzo pieno: puoi scegliere quello che vuoi, ma alla fine hai una sola certezza. Il tuo portafogli uscirà vuoto. Ecco perché una truffa come quella del falso bonus carburante INPS può funzionare. Perché se ti arrivasse un SMS che sembra provenire dall’INPS e ti promette un falso sussidio carburante, magari sotto forma di bonus carburante 300 euro, un mezzo salto di gioia lo faresti anche tu. Il problema è che quel messaggio non porta a un bonus. Porta a una truffa.
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Falso sussidio carburante: perché ne parlo anche se non mi è arrivato
Questa volta non parto da un SMS ricevuto personalmente. A me, almeno per ora, questo messaggio non è arrivato. Però questo falso sussidio carburante attribuito all’INPS è stato segnalato da fonti ufficiali e, proprio perché sfrutta un bisogno reale, secondo me vale la pena parlarne prima che qualcuno ci caschi.
Il CERT-AGID ha pubblicato il 15 maggio 2026 un avviso su nuove campagne di smishing a tema INPS: SMS fraudolenti che parlano di presunti sussidi per il carburante e invitano la vittima a cliccare su un link esterno. Secondo la segnalazione, in soli quattro giorni sono state rilevate 14 campagne su domini distinti. Dopo il click, la pagina falsa imita il portale mobile dell’INPS e promette un contributo da 300 euro, con una scadenza ravvicinata costruita apposta per mettere fretta.
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Come funziona la truffa del bonus carburante da 300 euro
Il meccanismo è quello classico dello smishing INPS, ma con un’esca molto più credibile del solito. Non ti stanno promettendo un iPhone gratis, una friggitrice ad aria miracolosa o il famoso regalo a 2 euro che ormai puzza di truffa da chilometri. Ed è proprio qui che il falso sussidio carburante diventa credibile: non sembra una vincita casuale, ma un aiuto economico collegato a una spesa reale..
E qui il cervello, purtroppo, può inciampare.
La pagina falsa prima chiede dati personali come nome, indirizzo, città, CAP e numero di telefono. Poi arriva al passaggio più pericoloso: la schermata di “accredito rapido sulla carta”, dove vengono richiesti nome del titolare, numero della carta di pagamento, data di scadenza e CVV. A quel punto non siamo più davanti a una semplice raccolta di informazioni: siamo davanti a un tentativo di furto dati carta, con il rischio concreto di addebiti non autorizzati.
Il segnale da ricordare: gli SMS INPS non hanno link cliccabili
La regola più importante è anche la più semplice: l’INPS ha chiarito che i suoi SMS ufficiali non contengono link cliccabili.
In una comunicazione dell’11 aprile 2025, l’Istituto ha spiegato che le notifiche ufficiali inviate tramite SMS, relative a pratiche o pagamenti, hanno funzione informativa e non includono collegamenti attivi. Per controllare davvero una pratica o un pagamento, bisogna accedere direttamente all’area riservata MyINPS tramite SPID o CIE, non passare da un link ricevuto via messaggio.
Quindi, se ricevi un SMS che sembra arrivare dall’INPS e ti chiede di cliccare subito per ottenere un bonus, aggiornare dati o ricevere soldi, la risposta giusta non è “provo e vediamo”. La risposta giusta è: chiudo, non clicco, apro il sito ufficiale dell’INPS da solo e controllo da lì.
Perché ci si casca
Secondo me questa truffa funziona perché non sembra una truffa ridicola. Sfrutta un bisogno vero, cioè il costo del carburante, e lo trasforma in un falso sussidio carburante apparentemente collegato a un nome istituzionale di cui molte persone si fidano.
L’INPS, nel proprio vademecum antitruffe, spiega che lo smishing è una forma di phishing tramite SMS: i truffatori inviano messaggi che sembrano provenire da enti ufficiali, come l’INPS, invitando l’utente a cliccare su link sospetti o a fornire dati personali. Spesso questi messaggi fanno leva su comunicazioni urgenti riguardanti bonus, pagamenti o sospensioni di servizi.
La trappola non è pensata per fregare “gli ingenui”. È pensata per fregare una persona normale in un momento normale: mentre lavora, mentre aspetta una risposta, mentre fa la spesa, mentre guarda il telefono di corsa. Se poi nel messaggio ci sono parole come INPS, bonus, carburante e 300 euro, il rischio è che per un attimo la speranza corra più veloce del dubbio.
E in queste truffe basta davvero un attimo.
Cosa rischi se inserisci i dati
Il rischio più immediato riguarda la carta di pagamento. Se inserisci numero della carta, scadenza e CVV in una pagina falsa, stai consegnando ai truffatori gli elementi necessari per tentare pagamenti o altre operazioni non autorizzate.
Ma il problema non finisce lì. I dati personali raccolti possono essere usati anche per nuovi tentativi di truffa, magari più mirati e più credibili. Nome, indirizzo, telefono e dati bancari, messi insieme, non sono semplici “informazioni sparse”: sono pezzi della tua identità digitale.
CERT-AGID, in una guida dedicata allo smishing a tema INPS, raccomanda di non inserire mai dati personali, bancari o documenti d’identità attraverso link ricevuti via SMS o email sospette. In caso di dubbio, il consiglio è digitare direttamente l’indirizzo ufficiale dell’INPS nel browser o contattare l’Ente tramite canali ufficiali.
Cosa fare se ricevi questo SMS
Davanti a un messaggio sul falso bonus carburante INPS, la prima cosa da fare è semplice: non cliccare sul link. Non inserire dati personali, non caricare documenti e soprattutto non digitare i dati della carta.
Per verificare davvero, entra autonomamente su MyINPS dal sito ufficiale o dall’app ufficiale, usando SPID o CIE. Un bonus, una pratica o un pagamento reale devono essere controllabili dai canali ufficiali. Se esistono solo dentro un link arrivato via SMS, abbiamo già un problema.
Hai già inserito i dati della carta?
A questo punto non bisogna aspettare “per vedere cosa succede”. La mossa giusta è chiamare subito la banca o l’emittente della carta, spiegare cosa è successo e chiedere se sia necessario bloccare lo strumento di pagamento.
Subito dopo conviene controllare i movimenti, salvare screenshot, conservare l’SMS ricevuto e annotare gli indirizzi delle pagine visitate. Non serve vergognarsi: serve reagire in fretta.
Come segnalare il falso bonus carburante INPS
CERT-AGID indica che i messaggi sospetti possono essere inoltrati all’indirizzo malware@cert-agid.gov.it, così da contribuire al monitoraggio e al contrasto di queste campagne. Nella guida sullo smishing a tema INPS viene consigliato anche di rivolgersi alla Polizia Postale in caso di furto di dati personali.
E voi?
Vi è mai arrivato un SMS che sembrava provenire da un ente ufficiale e vi chiedeva di cliccare subito su un link? Vi siete fermati a controllare o avete avuto quel mezzo secondo in cui tutto sembrava urgente?
Il falso bonus carburante INPS è pericoloso proprio perché parte da un bisogno reale. Se questo articolo vi sembra utile, condividetelo con chi potrebbe abbassare la guardia davanti a parole come INPS, bonus, carburante e 300 euro.
A volte non serve essere esperti di sicurezza informatica: basta sapere che gli SMS ufficiali dell’INPS non contengono link cliccabili. E questa informazione, da sola, può evitare un bel problema.
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