uBlock Origin: cos’è e quale versione installare oggi
Dopo aver parlato di Privacy Badger, ha senso fare un passo in più e parlare di uBlock Origin, una delle estensioni privacy browser più conosciute per bloccare pubblicità online, tracker, popup e contenuti invasivi. Il punto, però, non è installare la prima estensione blocca pubblicità che trovi cercando su Google. Il punto è capire quale versione usare davvero oggi: uBlock Origin completo dove è ancora disponibile, oppure uBlock Origin Lite, la versione leggera uBlock pensata per i browser che hanno adottato Manifest V3.
Perché sì, il web senza un buon sistema per eliminare annunci invasivi può diventare una giungla di banner, finestre, video automatici e pagine che sembrano voler misurare anche quante volte respiri davanti allo schermo. Ma attenzione: uBlock Origin non è una bacchetta magica, non è un antivirus e non sostituisce il buon senso. È uno strumento utile, ma va scelto e installato nel modo giusto.
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uBlock Origin non è solo un blocca pubblicità
La prima cosa da chiarire è questa: uBlock Origin non è semplicemente “quello che toglie le pubblicità”.
Certo, per molti utenti l’effetto più evidente è proprio quello. Entri in un sito pieno di banner, video che partono da soli, riquadri sponsorizzati e popup invadenti, e improvvisamente la pagina torna leggibile. Una piccola magia quotidiana, tipo quando trovi parcheggio sotto casa, ma con meno clacson.
Il punto è che sotto il cofano uBlock Origin fa qualcosa di più ampio. La pagina ufficiale Mozilla Add-ons lo descrive come un “wide-spectrum content blocker”, cioè un bloccatore di contenuti ad ampio spettro, non semplicemente come un ad blocker. Di base blocca annunci, tracker, coin miner, popup e altri elementi indesiderati usando liste di filtro come EasyList, EasyPrivacy, Peter Lowe’s Ad server list, Online Malicious URL Blocklist e liste proprie del progetto.
Tradotto in italiano normale: non aspetta che il sito diventi un luna park per poi nascondere qualche insegna luminosa. Cerca proprio di impedire il caricamento di una parte di quei contenuti.
Questo può rendere la navigazione più pulita, più leggera e meno invadente. Non significa diventare invisibili online, però. Se accedi al tuo account Google, Facebook, Amazon o qualunque altro servizio, quel servizio sa comunque chi sei. Se inserisci le credenziali in una pagina falsa, il problema non lo risolve un’estensione. E se clicchi sul link sbagliato con la serenità di chi sta aprendo la porta al vicino di casa, uBlock Origin può aiutare in alcuni casi, ma non può pensare al posto tuo.
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Privacy Badger e uBlock Origin sono la stessa cosa?
No, e qui secondo me conviene essere molto chiari.
Privacy Badger e uBlock Origin non sono doppioni perfetti. Privacy Badger è più orientato al blocco del tracciamento invisibile da parte di terze parti. uBlock Origin, invece, lavora in modo più ampio sul blocco di pubblicità, tracker, miner, popup e altri contenuti indesiderati.
Possono convivere? Sì. Ma questo non significa che riempire il browser di estensioni sia automaticamente una buona idea.
Ogni estensione è un pezzo di software in più dentro il browser. E un’estensione può avere permessi importanti, perché per bloccare contenuti deve poter leggere e modificare alcune parti della navigazione. Quindi la regola dovrebbe essere semplice: pochi strumenti, scelti bene, installati solo da fonti ufficiali e capiti almeno nelle funzioni principali.
In altre parole: non serve trasformare Chrome, Firefox, Edge o Safari in un albero di Natale pieno di iconcine. Meglio avere due strumenti seri che dieci estensioni installate “perché sembravano utili”.
Perché su Chrome oggi serve uBlock Origin Lite
Qui arriva la parte importante, quella che secondo me giustifica davvero questo articolo.
Se usi Firefox, puoi installare uBlock Origin completo dalla pagina ufficiale Mozilla Add-ons. Su Firefox è indicato Raymond Hill come autore e la scheda ufficiale segnala anche la disponibilità per Firefox Android.
Se usi Chrome, invece, la situazione è diversa.
Google ha completato il passaggio da Manifest V2 a Manifest V3. La documentazione ufficiale Chrome for Developers indica che dal 24 luglio 2025 le estensioni Manifest V2 sono disabilitate su Chrome e che con Chrome 139 e versioni successive queste estensioni cessano di funzionare per gli utenti che aggiornano.
Questo ha conseguenze dirette per uBlock Origin. Nel repository ufficiale GitHub del progetto viene indicato chiaramente “End of support on Chrome 139”. Nella stessa pagina, uBlock Origin viene descritto come un content blocker efficiente per Chromium e Firefox, ma il supporto alla versione classica su Chrome è ormai il punto delicato da non ignorare.
Quindi, se usi Chrome, la scelta più sensata oggi non è cercare una versione strana del vecchio uBlock Origin. La scelta più pulita è uBlock Origin Lite, cioè la versione basata su Manifest V3 disponibile sul Chrome Web Store. La scheda ufficiale la descrive come un content blocker MV3 capace di bloccare annunci, tracker, miner e altro, ed è offerta da Raymond Hill, cioè gorhill.
Attenzione però: uBlock Origin Lite non è identico a uBlock Origin.
È una versione diversa, pensata per funzionare dentro regole diverse. Per molti utenti può andare benissimo, soprattutto se l’obiettivo è bloccare pubblicità online e rendere il web meno invadente. Ma se ti aspetti esattamente lo stesso livello di controllo della versione completa, potresti rimanere deluso.
Non perché uBlock Origin Lite sia fatto male. Anzi. Il problema è che Manifest V3 cambia il modo in cui certe estensioni possono lavorare. E quando cambiano le regole del campo, anche il gioco cambia.
Dove installare uBlock Origin sui vari browser
Le estensioni del browser non si installano da siti a caso. Lo so, sembra la solita frase da paranoici della sicurezza, ma qui la paranoia c’entra poco: un’estensione sbagliata può avere accesso a parti delicate della navigazione.
Quindi il consiglio è semplice: parti sempre dagli store ufficiali e controlla bene nome e sviluppatore.
Per Firefox, puoi installare uBlock Origin dalla pagina ufficiale Mozilla Add-ons. La pagina indica Raymond Hill come autore e descrive uBlock Origin come un content blocker efficiente e leggero su CPU e memoria.
Per Chrome, oggi la scelta consigliata è uBlock Origin Lite dal Chrome Web Store. La scheda ufficiale indica Raymond Hill / gorhill come sviluppatore e specifica che uBO Lite è un content blocker basato su Manifest V3.
Per Microsoft Edge, la pagina ufficiale GitHub di uBlock rimanda agli Edge Add-ons per uBlock Origin. Su Edge esiste anche uBlock Origin Lite, ma qui vale lo stesso ragionamento: controllare sempre store ufficiale, nome esatto e sviluppatore.
Per Opera, uBlock Origin è disponibile su Opera Add-ons ed è indicato come estensione di gorhill. La scheda Opera lo descrive come un blocker efficiente, leggero su memoria e CPU, con aggiornamento indicato al 3 marzo 2026.
Per Safari, iPhone, iPad e Mac, è disponibile uBlock Origin Lite su App Store. La pagina italiana dell’App Store indica Raymond Hill come sviluppatore e specifica che uBO Lite è un sistema di blocco dei contenuti basato su MV3, disponibile per iPhone, iPad e Mac.
La cosa importante è evitare cloni e imitazioni. Se trovi nomi tipo “uBlock Pro”, “uBlock Super”, “uBlock Ultimate”, “uBlock 2026” o qualunque variante con aria da televendita digitale, fermati. Un’estensione utile deve aiutarti a navigare meglio, non diventare lei stessa il problema.
uBlock Origin protegge dalle truffe online?
Qui arriva la parte meno comoda, ma necessaria: non completamente.
uBlock Origin può aiutare a bloccare pubblicità malevole, tracker e alcuni contenuti indesiderati. Può rendere più pulita la navigazione e ridurre una parte dell’esposizione a elementi fastidiosi o potenzialmente rischiosi. Ma non è un antivirus, non è un password manager e non è un investigatore privato digitale seduto accanto a te mentre navighi.
Una mail di phishing con un link falso resta pericolosa anche con uBlock Origin attivo: se inserisci le credenziali in una pagina truffaldina, il danno è già fatto. Lo stesso vale per un file sospetto scaricato e aperto senza controlli: a quel punto non puoi pretendere che una semplice estensione faccia il lavoro di un sistema di sicurezza completo. E quando una pagina ti promette un premio, un rimborso, un pacco bloccato o il solito prodotto costosissimo a due euro, la prima protezione resta sempre la stessa: fermarti un attimo.
Lo ripeto spesso, ma secondo me è una delle regole più semplici e più efficaci: prima di cliccare, prenditi dieci secondi.
Dieci secondi sembrano pochi. Ma spesso bastano per notare un dominio strano, un testo scritto male, una richiesta fuori posto, un’urgenza artificiale o una promessa troppo bella per essere vera. E, ormai lo sappiamo, quando Internet ti regala qualcosa a due euro, forse non ti sta regalando proprio niente.
La mia conclusione
Dopo Privacy Badger, parlare di uBlock Origin ha perfettamente senso.
Privacy Badger aiuta soprattutto contro il tracciamento invisibile. uBlock Origin aiuta a bloccare pubblicità online, tracker, popup e contenuti invasivi. Sono strumenti diversi, ma possono far parte della stessa piccola cassetta degli attrezzi per navigare meglio.
La cosa importante è scegliere la versione giusta.
Se usi Firefox, puoi installare uBlock Origin completo. Con Chrome, oggi ha più senso guardare a uBlock Origin Lite. Negli altri casi, con Edge, Opera o Safari, parti sempre dagli store ufficiali e controlla con attenzione cosa stai installando.
Non serve diventare fanatici delle estensioni. Non serve bloccare ogni singolo pixel sospetto del web. E non serve illudersi che un plugin, o meglio una estensione, possa renderci invulnerabili.
Serve però smettere di navigare completamente scoperti in mezzo a banner, tracker, popup e annunci invasivi.
Perché il punto non è avere un browser pieno di strumenti. Il punto è avere un po’ più di controllo su quello che carichiamo, vediamo e lasciamo passare ogni giorno.
E voi?
Usate già uBlock Origin, uBlock Origin Lite o un’altra estensione per bloccare pubblicità online? Avete notato differenze tra Chrome, Firefox, Edge, Opera o Safari? E soprattutto: quante volte un blocca pubblicità vi ha salvato da siti praticamente illeggibili?
Scrivetemelo nei commenti. E se conoscete qualcuno che naviga ancora tra popup, banner lampeggianti, video automatici e offerte miracolose senza nessuna protezione, condividete questo articolo: magari non diventerà un esperto di privacy digitale, ma almeno inizierà a viaggiare con la cintura allacciata.
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