Cuffie a conduzione ossea: AfterShokz Trekz

Tempo di lettura: 5 minuti

Cuffie a conduzione ossea, le avete mai provate? Io le ho scoperte un paio di anni fa e mi hanno subito incuriosito. Ero ad Amsterdam con degli amici: come sapete ad Amsterdam è pieno di biciclette e sono silenziose. Io girando con le cuffie classiche nelle orecchie e non sentendo arrivare le biciclette ho rischiato di essere investito una decina di volte. Lamentandomi della questione con un mio amico questo mi fa vedere le sue cuffie a conduzione ossea: lasciando il padiglione auricolare libero era possibile ascoltare la musica sentendo al contempo anche biciclette in arrivo! Quindi una volta tornato a casa ho fatto qualche ricerca. Dopo aver trovato un modello che mi sembrava buono ho configurato il bot keepa per notificarmi di eventuali offerte e ho aspettato. Ovviamente, una volta arrivata l’offerta, le ho comprate e, una volta provate, me ne sono innamorato. Quindi oggi vi parlo di cuffie a conduzione ossea e nello specifico delle AfterShokz Trekz Titanium.

Cuffie a conduzione ossea: funzionamento

Tipicamente quando ascoltiamo musica e usiamo le cuffie classiche in pratica facciamo passare il suono attraverso il canale uditivo. Quindi abbiamo un altoparlante che propaga il suono fino al timpano dell’orecchio e la coclea che interpretano quei suoni. 

Quando invece usiamo una cuffia conduzione ossea il suono non passa attraverso il canale uditivo standard, bensì sfrutta l’osso della mandibola che trasmette l’onda sonora direttamente all’orecchio interno.  Questo meccanismo offre essenzialmente due vantaggi:

  1. I padiglioni auricolari restano liberi permettendovi di sentire sia i suoni provenienti dalle cuffie che i suoni provenienti dall’ambiente circostante (tipo la bicicletta che sta per investirvi).
  2. Il suono si propaga attraverso l’osso e non attraverso il canale uditivo: usando le cuffie a conduzione ossea non si rischia di danneggiare l’udito in caso di volume molto alto.

Vi lascio in fondo all’articolo un piccolo approfondimento sul funzionamento.

Le cuffie a conduzione ossea ai tempi di Beethoven

Sebbene la tecnologia delle cuffie a conduzione ossea sia tutto sommato recente, il concetto alla base del funzionamento è noto da secoli. Lo stesso Ludwig Van Beethoven, colpito da ipoacusia, per ovviare al problema della sordità era solito stringere tra i denti un’asta legata alle corde del pianoforte. Questo gli permetteva di ascoltare i suoi componimenti “bypassando” il canale uditivo alterato. Insomma il buon Beethoven senza saperlo, già nel XIX secolo aveva costruito delle rudimentali cuffie a conduzione ossea!

Cuffie a conduzione ossea: Aftershokz Trekz Titanium

Grazie alla notifica del bot di Keepa mi sono accaparrato il modello Titanium con custodia aggiuntiva con il 40% di sconto pagandole circa 60€. Dopo averle usate per un po’ (in realtà oggi sono quasi due anni che le ho) le mie impressioni sono molto positive:

Portabilità

Indossate sono molto comode: la truttura delle cuffie è essenzialmente una pinza che si blocca sulle tempie. Le cuffie restano ben salde in posizione in ogni situazione (sono ideate per usarle mentre si fa sport e quindi sono ideate per reggere alle sollecitazioni di una corsa). Essendo molto leggere non danno fastidio e non “pesano” sulle orecchie. La pressione sull’osso della mandibola si percepisce le prime volte. Dopo un paio di giri l’abitudine fa il resto e le cuffie scompaiono. Risultano un pelo più scomode nel caso si indossi un cappuccio ma nulla di trascendentale.

Feeling

Le prime volte è una sensazione strana, sembra che le tempie vibrino. Durante le prime prove è strano sentire la vibrazione sull’osso della mandibola, soprattutto con le basse frequenze. Anche in questo caso, una volta fatta l’abitudine alle cuffie a conduzione ossea non ci si fa più caso.

Qualità sonora

Ovviamente queste cuffie non presentano una qualità sonora eccelsa. Ma le AfterShokz Trekz Titanium sono cuffie pensate per chi fa sport e si muove in città. In ogni caso sia la riproduzione musicale che fonica sono davvero buone. Non sono un grande audiofilo ma onestamente non ho percepito la differenza con altre cuffie bluetooth. 

Microfono

Ho trovato il microfono integrato davvero di buona qualità: durante diverse telefonate, chi era dall’altra parte del telefono, non solo sentiva perfettamente la mia voce, ma anche tutti i rumori ambientali molto distintamente. Forse un microfono quasi troppo sensibile.

Comandi

La cuffia presenta 3 tasti i tasti volume su e giù (il tasto volume su serve anche per accendere o spegnere le cuffie) e il tasto per rispondere al telefono / cambio canzone. Tutti i tasti sono molto comodi e sebbene piccoli, facili da individuare e attivare.

Batteria

Le cuffie a conduzione ossea hanno una batteria integrata ricaricabile tramite cavo Micro-USB. Usate a pieno regime l’intera batteria è durata 2/3 giorni. Usandole solo per le telefonate o comunque con un uso moderato sono arrivato a ricaricarle anche una solta volta per settimana. La porta USB è protetta da un tappo di gomma e tutte le cuffie sono progettate per resistere al sudore e alla pioggia.

AfterShokz Trekz Titanium: conclusioni

Le AfterShokz Trekz Titanium sono cuffie di ottima qualità, certo non sono le cuffie per ascoltare musica in alta definizione ma la resa audio è davvero buona e soddisfacente. Come tutte le cuffie a conduzione ossea lasciano i padiglioni auricolari liberi e si rivelano ottime per un esperienza urbana consentendo, a chi le usa, di avere una chiara percezione di quello che succede intorno. Prezzo non esattamente economico ma è possibile trovare buone offerte di tanto in tanto (per esempio durante il black friday). Un po’ strano usarle i primi tempi ma ci si abitua in tempi brevissimi. 

Forse, vista la forma e l’ergonomia delle cuffie risultano un po’ scomode da indossare sotto un cappuccio durante l’inverno ma nulla di particolarmente disagiante. Nel complesso sono davvero soddisfatto e le preferisco a qualsiasi auricolare in-ear usato in precedenza.

Voi che esperienze avete con questo tipo di cuffie? Avete altri modelli che vi sentite di consigliare? Ditemelo nei commenti!

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Alessandro

Ingegnere, musicista e public speaker per diletto. Appassionato di programmazione, tecnologia e qualsiasi cosa possa definirsi anche minimamente nerd!

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