Esame AWS Cloud Practitioner: imprevisti

Tempo di lettura: 6 minuti

Ed eccoci all’articolo dove vi racconto minuto per minuto come è andato il mio esame AWS Cloud Practitioner. Dire che è stato pieno di imprevisti sarebbe un eufemismo. Giusto per darvi un’idea del livello di imprevisti vi dico solo che l’esame doveva iniziare alle 11:00 ed è iniziato quasi alle 12:30. La possibilità che l’esame venisse invalidato era molto molto alta. Devo ringraziare quel sant uomo dell’esaminatore che è stato super paziente in attesa che risolvessi i centomila problemi emersi tutti all’improvviso! Ma veniamo subito alla cronistoria di una mancata tragedia!

Fase 1: la notte prima degli esami

Preparazione e check preliminari

Mi sono iscritto all’esame AWS Cloud Practitioner con largo anticipo anche nell’ottica della Global Certification Challenge come vi ho raccontato nello scorso articolo. Quindi ho seguito tutte le procedure indicate sul portale di certificazione e prenoto l’esame per il 28 Novembre. Il portale spiega molto bene ogni possibile accorgimento da tenersi in fase d’esame, li leggo e faccio mente locale a come mi dovrò preparare. Devo di fatto sostenere l’esame in una stanza vuota dove non ci sia nulla che mi possa aiutare nell’esame, non deve entrare nessuno, devo mostrare le braccia, le pareti della stanza, il pavimento, il soffitto, sotto la scrivania, non avere con me cibi o bevande, fare un salto, una giravolta, 1 2 3 stella…. 

L’elenco è dettagliato e molto preciso, soprattutto nel rimarcare tutte le situazioni che invalideranno l’esame seduta stante:

  • Quella che mi preoccupa di più è “se qualcuno entra nella stanza o lo sentiamo parlare l’esame è nullo” (perché si sa quando devi restare da solo in una stanza entrerà sicuramente qualcuno a chiederti qualcosa di perfettamente inutile).
  • Quella che mi preoccupa meno è “devi iniziare l’esame entro 15 minuti dal suo inizio” (ovvero nel mio caso 11:15) perchè “figurati se arrivo in ritardo”.
Come mi sbagliavo.

Fase 2: si scende in trincea, esame AWS Cloud Practitioner a noi!

Ore 10: pronti ad iniziare

Alle 10 sono già nel salotto di casa letteralmente barricato (con due sedie davanti alla porta per evitare che a qualcuno venga voglia di entrare). accendo il PC, spengo tutti i vari programmi in background, pulisco anche il desktop dalle mille icone disseminate. Sono pronto e aspetto le 10:30 l’ora in cui potrò realmente attivare il mio esame. Ovviamente ho chiesto silenzio tombale a tutta la famiglia e quindi, ovviamente, nella mezz’ora precedente l’inizio dell’esame il campanello ha suonato più volte, Amazon ha consegnato un pacco, dei vicini sono passati a chiedere dello zucchero (urlando come delle banshee) e qualsiasi cosa avrebbe potuto farmi annullare l’esame è successa! Per fortuna l’esame AWS Cloud Practitioner sarebbe iniziato da lì a breve…il peggio doveva ancora venire.

Ore 10:30: apriamo le danze

Alle 10:30 esatte il mio esame si sblocca: lo attivo e vedo una scritta “Download Secure Browser” ma io l’ho scaricato e installato circa 2 settimane prima per fare le prove quindi ho pensato “ok sono a posto uso quello che ho già”: ERRORE MADORNALE! 

Lancio il mio Secure Browser, va tutto liscio, passo ogni controllo ed entro nella stanza. SONO SOLO. Aspetto pazientemente l’esaminatore che, immagino, si connetterà alle 11. Ho una vocina nella testa che mi dice “non hai usato il secure browser giusto” ma la ignoro e aspetto il mio esaminatore.

Ore 11:00, forever alone

Sono le 11, sono nella stanza d’esame e continuo ad essere solo. La vocina nel mio cervello ridacchia canticchiando “te l’avevo detto”. Inizio a recitare come per magia la Torah mentre reinstallo il browser giusto. Lo avvio e ovviamente, a differenza del browser precedente, questo rileva ben due processi vietati: Hyper-V e Teamviewer. Cerco disperatamente di terminare i processi: ho 14 minuti per riuscire ad entrare nell’esame. Riesco ad entrare come per miracolo alle 11:13. L’esaminatore mi accoglie con un “hey, finally” ma nella mia testa mi immagino Tom Hanks che invoca a gran voce “Dead Man Walking”. Mi scuso per il ritardo e do la colpa a Microsoft. l’esaminatore però mi dice un lapidario “I CAN’T SEE YOU”

Ore 11:15, hai mai ballato col diavolo nel pallido plenilunio?

Quella frase, apparentemente innocua, da il via ad un balletto perverso dove l’esaminatore mi suggerisce diverse procedure per provare a mettere a posto il browser, io le eseguo, torno nella room e lui risponde meccanicamente “I CAN’T SEE YOU”. Ad ulteriore sbeffeggiamento della situazione tragicomica il browser non solo vede la webcam perfettamente ma traccia l’ovale del mio volto con assoluta precisione millimetrica definendo anche la mia distanza dallo schermo. La vocina nella mia testa continua a dire “ora ti sega senza manco farti iniziare” e se la ride di gusto, io recito la bibbia al contrario posseduto da Gozer il Gozeriano.
Il tempo passa e dopo due riavvii del browser, due reinstallazioni, un riavvio del pc l’esaminatore si arrende e mi dice “you should try to contact our technical assistance”. Io so bene che contattare un servizio tecnico di Sabato è perfettamente inutile. Mi gioco il tutto per tutto:

I CAN TRY TO USE A DIFFERENT PC” 

Ore 11:30, attivate il piano Cernobyl

Come nella casa di carta anche io avevo un “Piano Cernobyl”: nel mio caso voleva semplicemente dire correre nello studio di mio padre provando ad usare il suo pc fisso.

Corro nello studio di papà enumerando tutti i libri dell’antico testamento. Scopro di saper imprecare in sanscrito. Accendo il PC metto la webcam al volo, scarico il secure browser (di nuovo), faccio il check in (di nuovo), entro nella stanza virtuale dell’esame. Il mio esaminatore è sempre lì, penso che voglia davvero sfancularmi. Avrebbe dovuto invalidare l’esame 15 minuti prima. Penso che non lo faccia solo per merito della mia invettiva iniziale contro Microsoft. All’alba delle 11:40 l’esaminatore dichiara: “NOW I CAN SEE YOU”

Ore 11:40, pulizie di primavera

Sono le 11:40 e tutto va bene e finalmente possiamo iniziare l’ispezione. Se il salotto era in modalità “sono appena passati i ladri”, la scrivania di mio padre era in modalità “Amazon: trovi tutto dalla A alla Z”. Manuel (l’esaminatore che oramai è il mio miglior amico) mi chiede di ispezionare la stanza. Quando vede la scrivania è lapidario “Your desk must be clean, you can keep only your PC and your keyboard”. Provo a spiegargli che quella non era la stanza che avevo preparato per l’esame ma lui è irremovibile. Inizio ad intonare il Victimae paschali laudes e inizio a spostare tutto: metà delle cose finisce in terra, tutto il resto sul letto ammassate in un mucchio informe.

Finisco il trasloco, mostro a Manuel la scrivania e lui commenta “remove those headphones” io le prendo e metto dall’altra parte della stanza. 

Mostro di nuovo la scrivania al mio amico Mannue (oramai siamo praticamente congiunti) e lui è soddifatto. “Show me your phone and put it away from your desk”, al che con tutta la diplomazia di cui dispongo gli mostro il cellulare e lo lancio sul letto a due metri da me.

Sono circa le 12:00, abbiamo un’ora di ritardo, Trenitalia ci cita come esempio da non seguire ma finalmente la stanza è a posto.

Ore 12:00, gli ultimi controlli prima dell'esame

Forse ci siamo, Mannue (che nel frattempo è stato aggiunto al mio nucleo familiare) mi chiede di mostrare braccia, polsi e orecchie. Sono tentato di scrivergli che non ho mai visto nessuno flirtare così ma che non è il mio tipo e vorrei che restassimo solo buoni amici. Dopo un “rapido controllo” della carta d’identità e della data di scadenza alle 12:10 con 70 minuti di ritardo l’intercity per l’esame AWS Cloud Practitioner può partire!

Ore 12:10, parte l'esame AWS Cloud Practitioner!

Ore 12:10 Manuel pronuncia il fatidico sì, o meglio, “Now I can launch your exam”, gioia e tripudio in tutto il quartiere. Sento chiaramente i vicini ultras intonare cori da stadio dai balconi in segno di supporto.

Sono alle prime domande, quando per pigrizia poggio il gomito sulla scrivania e appoggio il mento sulla mano. La mano copre parzialmente la bocca e Manuel se ne accorge “Please don’t cover your mouth”. Io sono preso a leggere le domande e non me ne accorgo. Lui replica “Please don’t cover your mouth”. Finalmente vedo il suo messaggio, rispondo in chat “sorry” (ma penso ben altro) e trovo una posizione decisamente più scomoda per completare l’esame. Più o meno verso le 12:40 mi accorgo di dover andare in bagno ma non ho ancora finito l’esame AWS Cloud Practitioner e non posso alzarmi dalla sedia.

Ore 12:40, il rush finale

Sono le 12:40, l’esame è iniziato da mezz’ora e ho già quasi finito il test. Mi mancano 15 domande e ho qualcosa come un’ora per completarle. La mia vescica dice no, mi impone di mantenere un ritmo più sostenuto. Finisco tutto l’esame alle 12:45 e avviso Manuel che commenta con “already done?”. Io dico di sì sperando che mi dia l’ok a chiudere tutto quando mi sparano contro un questionario per sapere quanto ero soddisfatto. Lo compila la mia vescica dando il massimo dell’esperienza ad ogni domanda.
Completato questionario mi arriva istantaneamente il responso: “Exam: Pass”, esulto, saluto Manuel dicendogli che la nostra storia è stata breve ma intensa e non lo dimenticherò facilmente. Chiudo il browser e corro in bagno. Il mio esame AWS Cloud Practitioner è concluso con successo e con grande gioia della mia vescica!

Fase 3: il risveglio dell'eroe

Fast and Furious

L’ente certificatore tipicamente comunica che ci vogliono fino a 5 giorni lavorativi affinché l’esame venga accreditato. Avendo fatto io l’esame di sabato avevo stimato di riceverlo intorno al Giovedì successivo. In realtà sono stati super veloci:

  • Domenica mattina ho ricevuto l’accredito ufficiale della certificazione AWS Cloud Practitioner.
  • Domenica sera ho ricevuto un’ulteriore conferma dell’accreditamento con tutti i benefit allegati. Andiamo a vedere questi fenomenali benefit!

Regaloni

Conseguire la certificazione AWS Cloud Practitioner da diritto ai seguenti bonus:

  • L’accesso allo shop riservato di AWS: onestamente un po’ una delusione, mi immaginavo una specie di negozio sterminato con ogni sorta di gadget brandizzato AWS. In realtà entrandoci scopri che puoi scegliere tra una T-Shirt, un portachiavi ed un blocco note. Peccato, una spilletta o un lanyard AWS mi avrebbe fatto molto piacere.
  • Un Practice test Gratuito
  • Uno sconto del 50% sul prossimo esame che sosterrò
  • L’accesso alla community privata su LinkedIn per tutte le persone certificate AWS
  • L’accesso al programma Subject Matter Expert ovvero una serie di contenuti e workshop sui loro esami “per garantire la validità degli programmi di certificazione presenti e futuri”

Bonus Track

Come suggerito da Roberto nei commenti allo scorso articolo vi condivido questo video troppo bello!

Alessandro

Ingegnere, musicista e public speaker per diletto. Appassionato di programmazione, tecnologia e qualsiasi cosa possa definirsi anche minimamente nerd!

4 pensieri riguardo “Esame AWS Cloud Practitioner: imprevisti

  • 9 Dicembre 2020 in 14:52
    Permalink

    Ciao Ale. Bellissimo racconto! E congratulazioni!

    Ho avuto un “percorso dell’eroe” assolutamente simile per una certificazione (Outsystems) un mesetto fa.
    “Per sicurezza” avevo preso una sala in sede (fisica) in Capgemini Torino. Causa COVID19 ero l’unico dipendente presente in tutto il palazzo, e me l’ero scelto io. Pensavo (ingenuo) che così facendo non avrei avuto i problemi delle interruzioni che citavi (citofono, vicini, bambini della scuola di fronte casa).

    E invece… cicciapisella.
    La rete aziendale e il pc aziendale hanno delle regole del firewall che non si sposano con i tool di proctoring. Oltre al fatto che la rete aziendale è stata downgradata e ora va veloce più o meno come un modem 14.4k del ’94.
    E quindi giù di santi indiani (i miei preferiti), e via di rescheduling dell’esame.

    Tentativo successivo dopo una settimana: pc fisso nella comodità della mia camera da letto (la più spoglia della casa).
    Nessun problema di firewall o configurazione porte.
    Pass al primo colpo e buona notte al secchio.

    • 9 Dicembre 2020 in 15:01
      Permalink

      Grazie Orlando!
      È bello sapere che in questi momenti siamo tutti accomunati da una profonda fede!

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